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CONTROLLO della PARTITA IVA e/o il CODICE FISCALE --->          

Dizionario tributario: PARTITA IVA
La Partita I.V.A. è il numero attribuito dal Ministero delle Finanze ad ogni Azienda che ne fa richiesta e coincide con il Codice Fiscale fino a quando l’Azienda non trasferisce la Sede Legale in altra Provincia, in questo caso fermo restando il numero di Partita I.V.A., viene attribuito all’Azienda un differente Codice Fiscale. Sequenza di numeri che identifica i soggetti che esercitano un’attività rilevante ai fini Iva.
E’ rilasciata dall’Ufficio al momento della apertura della posizione Iva. Il codice della partita Iva è formato da 11 caratteri numerici di cui i primi 7 individuano il contribuente attraverso un numero progressivo, i successivi 3 individuano la provincia dove ha sede l’Ufficio che attribuisce la partita, l’ultimo è un carattere di controllo.

Dizionario tributario: CODICE FISCALE
Sequenza di caratteri che identifica ogni contribuente (persone fisiche, società, enti, ecc.) nei rapporti con l’amministrazione finanziaria e con gli altri enti e uffici pubblici. Per le persone fisiche viene determinato sulla base dei dati anagrafici, per le persone giuridiche corrisponde in genere con il numero di partita Iva. Il C. F. è attribuito d'ufficio dall'Anagrafe tributaria a tutti i cittadini. Nel caso non sia stato ancora attribuito, bisogna presentarsi all'Ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate con un documento di riconoscimento; per gli stranieri, occorrono passaporto o permesso di soggiorno, quando richiesto, per i neonati basta il certificato di nascita o la relativa autocertificazione del genitore. L’attribuzione del numero di codice fiscale può essere effettuata, oltre che dagli Uffici locali dell’Agenzia delle Entrate, anche dai Comuni (per i neonati, entro sessanta giorni dalla nascita) e dai consolati (per i residenti all’estero), se collegati al sistema informativo delle Entrate. Per le persone fisiche i caratteri (lettere e numeri) del codice fiscale hanno il seguente significato:
  • le prime tre lettere sono le prime tre consonanti del cognome; se questo ha meno di tre consonanti, queste sono seguite dalle prime vocali fino ad avere tre caratteri. Se il cognome ha due caratteri, il terzo sarà la lettera X;
  • lo stesso criterio vale per il nome, che fornisce le seconde tre lettere; se questo è formato da più di tre consonanti, si prendono la prima, la terza e la quarta;
  • i primi due numeri sono le ultime due cifre dell’anno di nascita;
  • il nono carattere è una lettera che rappresenta il mese di nascita (non si utilizzano le lettere F, G, I, N, O, Q, U,V, Z);
  • i successivi due numeri sono il giorno di nascita, che per le femmine è aumentato di 40 unità;
  • i caratteri da 12 a 15 indicano il luogo di nascita;
  • infine, l’ultimo carattere (casella di controllo) è calcolato dall’Anagrafe tributaria secondo uno specifico algoritmo.
    NOTA IMPORTANTE :
    La partita iva deve essere indicata su tutti i siti web che, non solo facciano attività di commercio elettronico, ma anche su quelli che rappresentano una azienda, una attività o un libero professionista e su qualsiasi sito semplicemente con funzioni pubblicitari e promozionale, anche non finalizzato all'e-commerce. Tutto questo è indicato nell'articolo 2 del Dpr n. 404 del 5 ottobre 2001, quindi è attiva come disposizione di legge già da ben sei anni. Nel 2006, attraverso la risoluzione n. 60 del 6 maggio del 2006, l'Agenzia delle entrate ha precisato quello che veniva in precedenza sottolineato, ovvero che l'obbligo della partita iva sui siti web non è da attibuirsi solo a quelli di e-commerce. Nonostante questo ultimo intervento e le numerose notizie pubblicate riguardanti l'obbligo della pubblicazione sul web della partita iva, molti siti non la inseriscono ancora rischiando di incorrere in multe a livello amministrativo che posso essere di un valore compreso tra i 258 euro circa fino a quasi 2100 euro. Finora il Fisco non aveva compiuto nessun controllo, ma è notizia di questi giorni che gli uffici delll'Agenzia delle Entrate della regione Liguria hanno intrapreso un primo controllo sui siti web relativi ad attività aziendali e liberi professionisti operanti nella propria regione. Lo stesso ufficio stampa dell'Agenzia delle Entrate Ligure ha spiegato che il controllo è stato più complesso del previsto, in quanto non sempre è stato facile risalire al proprietario del nome di dominio che spesso erano anche intestati a persone diverse ( presubilmente al titolare dell'azienda, al responsabile internet dell'azinda stessa o al provider che gestisce il sito, senza contare per i domini .com e.net la possibilità di isnerire nomi di pura fantasia ). Alla fine di questo primo controllo sono stati individuati 81 siti senza partita di proprietà di hotel e strutture ricettive, di agenzie immobiliari e liberi professionisti come avvocati, artigiani e architetti. Per il momento non sembrano essere stati inviate sanzioni amministrative, ma solo l'invito di mettersi in regola pubblicando sulla homepage del proprio sito web la relative partita iva della propria attività.